domenica 15 febbraio 2015

Un nuovo modo di farsi pubblicità: bella roba!


Questo post non è su Yotobi, uno di quegli Youtuber che tanto stimo e seguo con piacere, ma quanto piuttosto su ciò che lui dice alla fine di questo video. Vediamolo insieme:


Dopo aver speso due parole sulla vergognosa infiltrazione del crimine organizzato in questo evento (tanto per cambiare), Yotobi, con il suo inconfondibile stile, ha fatto dell'umorismo sulla questione delle immagini promozionali dell'Expo pubblicate sulla pagina Facebook ad esso dedicato. Alla fine del video poi, fra le righe, probabilmente ha voluto anche dirci che il pubblicare quelle immagini così poco professionali sia stato un atto voluto proprio per attirare l'attenzione sull'Expo.

Forse questa è solo una cosa che ho voluto intendere io guardando il suo video, certo, ma fatto sta che credo sia plausibile che sia successa proprio questa cosa. Al di là del fatto che non riesco a capire come sia potuta succedere una cosa del genere se non sulla volontà di voler fare proprio così, questa non è la prima volta che mi capita di trovarmi davanti a situazioni di questo tipo.

Vedo infatti, sempre più spesso, che la chiacchiera, il vantarsi, un gossip o una litigata su qualcosa poi automaticamente attiri un grandissimo numero di curiosi. E questo stratagemma, a mio avviso, sta diventando un nuovo modo di fare pubblicità. Certo, non un modo ottimale di farsi pubblicità, ma comunque risulta poi, a conti fatti, una misura che riesce ad ottenere dei risultati.

Infatti, quando si fanno operazioni del genere, unitamente al gran numero di persone che si pone negativamente, poi c'è un altrettanto grande numero che si pone positivamente, a prescindere da tutto.

Facciamo un esempio: un venditore di arance viene coinvolto in una lite pubblica in cui discute con un altro venditore di arance, e questi accusa il primo di aver utilizzato arance coltivate con sostanze sospette (e io, da narratore onnisciente, vi dico che è così), fornendo pure delle prove abbastanza credibili. I curiosi si divideranno in due, cioè in quelli che valuteranno negativamente l'operato del venditore e in quelli che, fregandosene di tutto, decideranno di stare dalla sua parte. Il venditore di arance sospette avrà guadagnato, alla fine della disputa, comunque un certo numero di compratori. Bei fatti.
Proseguendo questo discorso, inoltre, il contrapporre pubblicamente tesi a favore o contro una determinata cosa, crea invevitabilmente effetti virali su Internet o in televisione. Bei fatti anche questi.

Dopo questa breve panoramica su questo fenomeno, darò una mia opinione.

Ci sono persone ciniche e senza scrupoli che sono convinte che noi siamo solo tante mucche da mungere e il fine, nella loro logica, giustifica i mezzi.
Io però non  ritengo le persone delle stupide mucche da mungere, e sulla base di questo il fine non può essere giustificato. Ogni qual volta mi trovo di fronte ad episodi del genere, cerco di limitarli ignorandoli quanto più possibile, ma purtroppo mi rendo conto che, per forza di cose, mi trovo costretto a parlarne. Bel circolo vizioso, tutto a vantaggio di ciò che in realtà vorrei proprio che non si calcolasse neanche di striscio.

Quale potrebbe essere quindi la soluzione? L'unica cosa che mi vien da pensare è che tutti, unitamente, dovremmo fare fronte comune verso chi ci ritiene dei polli e ignorare completamente forme di pubblicità subdole come queste. Ma sarà fattibile? Sarà la giusta via da seguire?

La vostra idea in merito qual è? Pensate che sia tutto normale o che stiamo andando sempre più alla deriva?

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